Rapporto sull’impegno salesiano nel contrasto all’Ebola

(ANS – Aishaman) – L’Ispettoria salesiana dell’Africa Occidentale Anglofona ha recentemente diffuso un comunicato nel quale rende noti dati e informazioni sulla diffusione dell’Ebola nei paesi dell’Africa Occidentale e sull’impegno dei Salesiani per arginare il contagio e aiutare i malati.

Nel mese di Settembre sono stati riportati dai governi di Guinea, Sierra Leone e Liberia un totale di 4.269 casi tra sospetti e confermati, con 2.288 decessi. La Liberia resta il paese più colpito, con 2.192 casi clinici segnalati e 1.223 decessi. Gli operatori di Medici Senza Frontiere ritengono che il numero di persone infette e di morti potrebbe essere 2-4 volte superiore a quello riportato.

Le scuole restano chiuse e gli studenti rimangono a casa senza attività; gli esercizi commerciali e le imprese continuano a soffrire e anche la coesione culturale e la solidarietà sono in calo, dato che tra la gente serpeggia la paranoia del contagio. Lo sforzo della ricostruzione dopo anni devastanti di guerra civile è ora in pericolo a causa della instabilità politica causata dalla pandemia. Una delle maggiori preoccupazioni dei Salesiani è proprio quali potranno essere le conseguenze dell’epidemia.

I Salesiani in Liberia sono stati invitati a far parte della Task Force nazionale cattolica. 50 animatori del Centro Giovanile Sean Deveraux, a Matadi, hanno già organizzato attività di prevenzione e sensibilizzazione, andando a parlare nelle piazze, realizzando spettacoli informativi, distribuendo volantini e assistendo le famiglie povere con prodotti alimentari e materiali sanitari.

La sede locale dell’ong Don Bosco Youth Network, con sede in Ghana, sta aprendo una sua filiale a Monrovia, dove pianificare, assieme ai Salesiani della Liberia, una strategia per gli interventi d’emergenza.

I Salesiani in Sierra Leone hanno quasi terminato la creazione di un centro d’accoglienza temporaneo per 60 bambini rimasti orfani a seguito dall’epidemia di Ebola. La registrazione dei bambini viene effettuata attraverso il programma “Don Bosco Fambul – Child Line” in coordinamento con il Ministero del Welfare. A gestire il centro saranno un gruppo di salesiani, sacerdoti e tirocinanti, con l’aiuto di Salesiani Cooperatori, infermieri, assistenti sociali, insegnanti e giovani.

I Salesiani stanno anche pensando a come raggiungere gli oltre 8000 studenti che frequentano le 9 scuole primarie, le 5 scuole medie e secondarie presenti in Liberia e Sierra Leone. Alcune idee interessanti sono già emerse, come ad esempio avviare una radio comunitaria e distribuire apparecchi radio solari agli studenti per consentire loro di seguire le lezioni. Per gli studenti delle classi superiori che possiedono un telefono cellulare, l’uso di WhatsApp e Facebook potrebbe essere un altro metodo interessante e innovativo per l’apprendimento a distanza reso necessario dall’epidemia di Ebola.

Grazie a Dio il Ghana non ha ancora registrato alcun caso di Ebola. I Salesiani continuano a informare il Ministero della Salute della propria disponibilità ad assistere nella campagna di sensibilizzazione nazionale per la prevenzione dell’Ebola, attraverso la sede locale del DBYN.

FONTE: www.infoans.org

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